“Rogozov” di Mauro Maraschi, TerraRossa edizioni

Chi è davvero Ruggero Gargano? Fanatico salutista o spirito illuminato? Vittima o carnefice? Avrebbe avuto un rapporto meno tormentato con sua figlia se la compagna non li avesse abbandonati? Sarebbe stato così spietato con i suoi vessatori se fossero stati meno cinici (Taddeo), indisponenti (Ennio) o remissivi (Carla)? Anima in pena alla costante ricerca di soldi, Ruggero idealizza la Natura, crede nell’autoguarigione e per il bene della figlia malata ha deciso di seguire sino in fondo le sue teorie, ma basandosi sul suo resoconto è difficile scindere tra verità e manipolazione, comprendere quali colpe imputargli e in che misura. Quale che sia la sua vera indole, è però senza dubbio un personaggio grottesco e vivo come pochi ne sa regalare la narrativa contemporanea e Maraschi lo delinea e lo assedia in un romanzo denso di approfondimenti su ogni ambito dello scibile, con una verve inarrestabile e senza mai far perdere ritmo alla narrazione.

Lettore ideale: chi osserva con scetticismo le dinamiche della contemporaneità e chi vi è immerso senza consapevolezza; chi simpatizza con gli eccentrici della risma del Kees Popinga di Simenon; i genitori e i figli che almeno una volta hanno rimpianto di esser tali.

“Refrain” di Massimo Carlotto e Pasquale Ruju, Feltrinelli Comics

«Un racconto criminale mozzafiato, proprio come in certe storie di James Ellroy» – Matteo Strukul, Tuttolibri

John Ogu, capo della mafia nigeriana a Milano, ha ricostituito la cosiddetta “Commissione”, cementando un’alleanza con le organizzazioni russe e slave presenti in città. Il commissario Stefania Rosati, star dell’anticrimine milanese, viene costretta a collaborare con lui e con gli altri boss, fino a diventare il loro referente nelle Forze dell’Ordine. Lo stesso ruolo che un tempo ricopriva il suo predecessore, il famoso commissario Lo Porto. Ogu possiede infatti le prove che Rosati ha assassinato il killer di suo padre. Con quelle può tenere la donna sotto scacco e manovrarla a suo piacimento. Stefania, sempre più angosciata e fuori controllo, è costretta a obbedirgli per evitare la vergogna e il carcere. Ormai è una donna in trappola. Il suo destino sembra segnato, quando vecchi e nuovi giocatori entrano nella pericolosa partita…

https://www.lafeltrinelli.it/refrain-libro-vari/e/9788807550928

“Le nostre imperfezioni” di Luca Trapanese, Salani

Dicono che non serve una ragione precisa per compiere il Cammino di Santiago, e che per viverlo al meglio bisogna sapersi sorprendere ad ogni passo. In effetti Livio non sa esattamente perché ha deciso di partire zaino in spalla, trascinando con sé due amiche fino alla tomba di San Giacomo. Per consolidare la propria fede e prendere finalmente i voti? O per il motivo opposto, temporeggiare quanto basta per capire se è davvero quella la sua strada? Di certo, ad animare le sue scelte è sempre stato l’amore per gli altri, una vocazione che lo ha portato molte volte lontano da casa – un bell’appartamento a Posillipo, coccolato da mamma e papà – e l’ha condotto in giro per il mondo, al fianco degli umili, dei bisognosi, degli ultimi. La risposta ai suoi dubbi lo attende nell’antico borgo di Portomarín e ha il volto sorridente di Pietro, un architetto dai tratti orientali e in sedia a rotelle, che si offre di accompagnarlo nella chiesa di San Nicola e di mostrargliene la prodigiosa bellezza. Una chiacchiera dopo l’altra, i due diventano presto inseparabili e decidono di proseguire insieme fino a Compostela, fino a scoprire un’altra preziosa verità: il Cammino più importante non si fa a piedi, ma con il cuore. E così l’arrivo al santuario si trasformerà nell’inizio di un nuovo percorso, più lungo e più difficile per entrambi. In un romanzo struggente e ricco di interrogativi che scavano l’anima dei personaggi, Trapanese ci ricorda che la vita non è una favola e ti colpisce sempre alle spalle, ma che lo stesso fa anche la felicità, arriva sempre da dove meno te l’aspetti.

https://www.salani.it/libri/le-nostre-imperfezioni-9788831011549

“I lupi di Hitler” di Luigi Simeoni, Newton Compton editori

1938. Hans Weissmann è uno spietato soldato del Reich, indottrinato ai rigidi principi dell’arianesimo. L’unico scopo della sua vita è com­piacere Hitler, del quale conosce la smodata passione per gli oggetti mitologici. Un’antichissima corona di ferro recentemente messa all’asta, appartenuta a Erode il Grande e ritenuta portatrice di oscuri poteri divinatori, sembra proprio fare al caso suo…

1944. Anna è la giovane figlia di un orologiaio e collabora in segreto con la Resistenza. Quando suo padre viene barbaramente ucciso da un ufficiale delle SS, decide di mettersi in viaggio per recuperare il tesoro che l’assassino ha rubato: la corona di Erode.

In un crescendo di azione e crudeltà, i fili dei destini di Anna e Hans si troveranno annodati fino a uno scontro fatale, faccia a faccia, sulle strade inondate di pioggia, tra il fango e i ruggiti dei motori, nella più famosa e dura corsa automobilistica del mondo: la Mille Miglia.

Un romanzo sulle tracce di un antico e potente manufatto

Una corona antichissima con misteriosi poteri esoterici.
Tre protagonisti disposti a tutto per trovarla.
La caccia ha inizio.

Adrenalina, azione e fascino in un’appassionante corsa contro il tempo lungo la Mille Miglia

«Luigi Simeoni prende spunto dal grande affresco della seconda guerra mondiale firmando un thriller dal ritmo serratissimo. L’originale intreccio e i vividi personaggi fanno di I lupi di Hitler una lettura davvero coinvolgente.»
Matteo Strukul

«I lupi di Hitler somiglia a Le benevole di Jonathan Littel.»
Il Giornale di Brescia

https://www.newtoncompton.com/libro/i-lupi-di-hitler

“L’uomo senza sonno” di Antonio Lanzetta, Newton Compton

Secondo dopoguerra. Bruno ha tredici anni e vive in un orfanotrofio vicino a Salerno, sottoposto alle continue angherie degli altri ragazzi.
Solo l’amicizia con Nino, il nuovo arrivato che prende a difenderlo, riesce a rendere tollerabile la sua permanenza nell’istituto. L’estate porta con sé un momento di libertà per tutti i ragazzi: Bruno e Nino saranno scelti per andare a lavorare insieme nella tenuta degli Aloia, una ricca famiglia del circondario. È qui che Bruno conosce Caterina, una strana bambina che vive all’ultimo piano della casa e che lo guida a esplorare i recessi dell’imponente edificio. Il gioco assume però ben presto contorni sinistri: Bruno inizia a essere tormentato da incubi inspiegabili, che al risveglio lo lasciano profondamente spossato.
Il ritrovamento, all’interno della proprietà degli Aloia, di alcuni cadaveri in avanzato stato di decomposizione, getta sulla villa e su chi la abita ombre inquietanti. A chi appartengono quei corpi? E perché tutti sembrano a conoscenza di qualcosa che non deve essere rivelato?
Questo romanzo è la storia di un’amicizia, di ricordi spezzati e di un brutale assassino che si nutre di paure. È la storia di Bruno e dell’estate in cui divenne l’uomo senza sonno.

Un’antica villa dall’atmosfera inquietante.
Due ragazzi che provengono da un orfanotrofio.
Una verità sepolta pronta a riemergere dal passato.

Hanno scritto dei suoi libri:

«Un libro consigliatissimo a tutti gli amanti del thriller e del noir.»
Milano Nera

«La sua scrittura è sempre molto fluida e i colpi di scena ben dosati e mai banali.»
MangiaLibri.com

https://www.newtoncompton.com/libro/luomo-senza-sonno

“Oceanides” di Riccardo Capoferro, Il Saggiatore

Negli anni ottanta del Seicento, il giovane Kenton si imbarca per la Giamaica per lavorare in una piantagione di zucchero. Ma, convinto di essere destinato a cose più grandi, presto risponde al richiamo dell’avventura e della libertà: abbandona la piantagione e si unisce a una ciurma di bucanieri con i quali, appresa l’arte della navigazione e della pirateria, esplora i mari dei Caraibi, le acque del Pacifico e i chilometri di costa che preludono a foreste rigogliose.

Ed è nella giungla di Darien – dove gli uccelli lasciano scie leggere e fuggevoli, e in un batti- to di ciglia sembrano moltiplicarsi – che Kenton sente il suo anelito di conoscenza esaltarsi. Lo sa bene: non esistono i draghi, gli unicorni o le sirene; ma nell’osservazione del mondo naturale c’è più di quanto sogni la mitologia. La sua indole di esploratore lo porta a riprendere il largo, in cerca di nuove terre, nuove verità. Sbarca quindi su un’isola enigmatica in cui vivono, in un lago dalle acque salvifiche, gli Oceanides, meravigliosi uccelli anfibi dalle cangianti piume azzurrine, entità affascinanti e indecifrabili che diventano la sua ossessione. Dedicherà la sua vita a loro e all’isola, deciso a comprenderne il segreto e destinato a rimanerne vittima.

Discepolo di Stevenson e Defoe, Conrad e Salgari, con Oceanides – menzione speciale della giuria alla XXXIII edizione del premio Italo Calvino – Riccardo Capoferro rende omaggio alla grande tradizione del romanzo d’avventura, rinnovandone gli stilemi dall’interno con una scrittura capa- ce tanto di evocare i suggestivi paesaggi caraibici, quanto di spiazzare con virate improvvise, che socchiudono la porta verso nuovi mondi. Al di là lampeggia – simile al guizzo di una sciabola – il potere unico della letteratura: rapire, come il più indiavolato dei bucanieri, il lettore.

“È tardi!” di Eduardo Savarese, Wojtek edizioni

La polivalente esclamazione “È tardi!” segna l’inizio e la fine della narrazione di sette tempi di attesa di altrettante eroine del teatro lirico.

Seguendo l’intreccio di piani che il narratore costituisce (memoir intimo, reinterpretazione precisa e appassionata dei libretti d’opera, storia del teatro lirico) sulla scena compaiono Violetta Valery, coraggiosa Traviata in attesa della redenzione di Alfredo Germont; Madama Butterfly, “rinnegata e felice” nella devozione assoluta a un distratto ufficiale della marina americana; la Contessa mozartiana, che attende il ritorno alla fedeltà coniugale di un marito fedifrago; Carmen, gitana e sigaraia, alla conquista mortale della libertà di amare chi e quando le aggrada; Elektra, spettrale invenzione straussiana dell’attesa di vendetta matricida; Lucia di Lammermoor, eroina manipolata nel suo amore segreto, che trova posto solo grazie alla pazzia assassina; Norma, la sacerdotessa che viola ogni regola nell’attesa di essere scoperta e sacrificata a causa dell’amore per un nemico. In queste storie l’attesa si trasforma in una tensione spasmodica di tutta l’esistenza a ritrovare e affermare la propria natura. L’attesa è sempre d’amore, infine dell’amore e della cura di se stessi, anche a costo della morte, dal prologo del libro fino agli incontri dell’epilogo, ai suoi applausi finali, in cui le storie delle eroine liriche e le vicende private del narratore s’intrecciano intorno a un unico filo: ogni attesa è la paura e il desiderio, del narratore come di tutti noi, che sia troppo tardi.

https://www.wojtekedizioni.it/prodotto/eduardo-savarese-e-tardi/

“Per mia colpa” di Piergiorgio Pulixi, Mondadori

Dal 28 settembre 2021 in libreria

A volte l’unico modo per voltare pagina è andare via. E quello che si rassegna a fare la vicecommissaria Giulia Riva, decisa a chiudere una storia clandestina con un superiore che le procura soltanto dolore. Ha appena chiesto il trasferimento, che al commissariato di Cagliari si presenta Elisa, nove anni e una richiesta che raggela: ritrovare la mamma scomparsa. Giulia non può tirarsi indietro, anche se Virginia Piras era una moglie e una madre serena, e dunque per sparire così probabilmente è stata uccisa. Ma da chi? E perché? Tutti sembrano essersi dimenticati di lei, compreso l’ispettore Flavio Caruso, il partner e mentore di Giulia, a cui l’indagine è affidata. Caruso però non è più il poliziotto di un tempo, e Giulia capisce che potrebbe aver commesso errori fatali. Così si fa assegnare il caso, nella speranza di risolverlo ed evitare una possibile onta al suo partner. Non immagina che la ricerca la spingerà a interrogarsi anche sui propri errori passati: perché il cuore ha due lati, uno con cui si ama e uno con cui si odia. Piergiorgio Pulixi, vincitore del premio Scerbanenco 2019, debutta nel Giallo Mondadori con un noir sulle maschere a cui ricorriamo per preservare le emozioni che ci fanno sentire vivi – anche quando potrebbero esserci fatali.

“Ballata per un traditore” di Massimo Carlotto e Pasquale Ruju, Feltrinelli Comics.

“Ballata per un traditore” Feltrinelli Comics.
Da un soggetto originale di Massimo Carlotto e la sceneggiatura di Pasquale Ruju un noir avvincente, duro e toccante, che affonda nelle ferite di una città in cui la lotta contro il crimine nasconde insospettabili ombre.

Un killer fugge nella pioggia dopo aver freddato due uomini. Le telecamere inquadrano il volto di Davide Valenti, vecchia punta di diamante dell’Anticrimine milanese: un tempo insieme ai colleghi Galli e Lo Porto formava un trio di investigatori decorati e infallibili. Perché ora è diventato un assassino? Il chiacchierato commissario Lo Porto, ormai in pensione, viene rimesso in gioco dalla dirigente che ha preso il suo posto: l’affascinante e inflessibile Stefania Rosati. Toccherà a lui dare la caccia al sodale del passato, mentre antichi equilibri segreti rischiano di saltare e generazioni di poliziotti e criminali si confrontano con le armi in pugno. E per tutti, colpevoli e innocenti, idealisti e corrotti, si avvicina una sanguinosa resa dei conti.

Disegni di David Ferracci.

Ballata per un traditore

“Il dono di Antonia” di Alessandra Sarchi in libreria con Einaudi

Un magnifico romanzo su quel potere enorme che è dare la vita. Un potere cosí spaventoso, che dei nostri figli abbiamo sempre anche paura.

Antonia vive a Bologna e ha una figlia adolescente, Anna, che da qualche tempo ha problemi di alimentazione. Il loro rapporto è teso e Antonia si domanda se, rifiutando il cibo, Anna non stia tentando di svincolarsi dalla sua devozione materna. Poi, un giorno, arriva la telefonata di un ragazzo americano e con lui il passato torna a galla. Ventisei anni prima Antonia viveva negli Stati Uniti e donò un ovulo a un’amica che desiderava diventare madre ma non poteva. Da quell’ovulo fu generato Jessie, che ha appena scoperto di essere nato anche grazie a lei, e perciò ha bisogno di conoscerla, di sapere perché lo ha fatto, e perché a un certo punto è scomparsa. Mentre sua figlia sembra volersi liberare di lei, qualcuno che non può chiamare figlio invece cerca Antonia, e la interroga sui motivi di quel dono offerto come un atto di generosità del quale poi non si è sentita all’altezza, un gesto da cui deriva una responsabilità che lei non può piú ignorare. Perché, per ciascuno di noi, la domanda «chi sei» implica sempre anche «di chi sei».

«Che volete da me, vorrebbe dire a entrambi: a quel figlio che non è figlio e a quella figlia che non vuole esserlo; che volete ancora da chi vi ha dato la vita, e ora non è nemmeno piú sicura che ne sia rimasta per sé, che sia avanzato un po’ di desiderio».

Il dono di Antonia