L’estate delle comete azzurre è una storia che sfida i confini tra generi: thriller psicologico, dramma paranormale, romanzo di formazione e noir si fondono in una narrazione intensa, lirica e perturbante. Piergiorgio Pulixi costruisce una storia avvolgente, in cui il male non è mai urlato, ma sussurrato tra le righe di una memoria spezzata e dolente. La vicenda di Michele Rivalta è quella di un moderno Orfeo, sceso negli inferi del passato per cercare le sue verità, e tornato in superficie con un dono oscuro: la capacità di vedere oltre il velo della morte. Come nei romanzi di Stephen King, che qui Pulixi omaggia, l’adolescenza è teatro di orrori reali e simbolici. Il sovrannaturale è una metafora dell’esclusione, del trauma e del potere latente. Come Carrie, anche Michele è un “diverso” segnato da una madre disturbata e da un potere che non sa gestire. Il racconto si legge come un sogno febbrile, con la bellezza straziante delle cose che non dovrebbero esistere. Tra visioni elettriche, fantasmi silenziosi e piogge catartiche, L’estate delle comete azzurre è una storia di formazione che lascia il segno, come una cicatrice sul cuore.
L’estate delle comete azzurre di Piergiorgio Pulixi, Camena edizioni

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